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Ibiza storicamente chiamata Eivissa era già abitata dagli inizi del secondo millennio a.c. come testimoniano i numerosi reperti archeologici di quell'epoca. Ma i primi a battezzare quest'isola furono i greci che, anche se non arrivarono a formare colonie stabili, lasciarono l'impronta del loro passaggio chiamandola "Pitiüses" che significa "isola di pini" e non è necessario percorrere tutta l'isola per capire le ragioni di tale nome. Quando i Fenici decisero di ampliare il loro impero fondando nuove colonie e agganci commerciali nel mediterraneo nacque la città di IBSM (l'attuale Eivissa) nell'anno 645 a.c. dedicata al dio Bes. Posizione alquanto strategica grazie ad un monte che chiude un porto naturale facile da difendere contro gli attacchi nemici e ottimo per la vicina pianura che poteva dar loro alimenti sufficienti per la sopravvivenza. E grazie ad una grande salina ottennero il sale necessario per iniziare una prosperosa attività di salatura del pesce. La nuova base incominciò ad avere ben presto un'industria propria che aumentò fino a far diventare questa città la più popolata e prospera dell'epoca. Ampiamente indipendente dalla sua metropoli Cartagine coniò una propria moneta e divenne la città leader del commercio del mediterraneo europeo dopo la caduta di Cartagine stessa causata dalle guerre con Roma. Questa caduta implicò grandi cambiamenti nel mediterraneo e Ibsm divenne una città confederata di Roma ma mantenne comunque la sua autonomia legislativa, economica e religiosa. Col passare del tempo perse poi la sua autonomia e si trasformò durante l'impero di Augusto in "insula Augusta" e nel periodo Vespasiano divenne il Municipium Flavium Ebusitanus perdendo tutti i privilegi. Nel 426 a.c. arrivarono le prime invasioni dei vandali, popolo guerrigliero che viveva a spese dei territori dominanti e del frutto dei suoi saccheggi. La dominazione Vandala significò un secolo di decadenza perché non vennero né ad insegnare nuove tecniche né a coltivare la terra ma a vivere a spese della popolazione dominante. Quando arrivò l'imperatore Bizantino Giustiniano il suo scopo principale fu quello di ricostruire l'impero romano e quindi attaccare il regno più debole: i vandali. Usando come scusa temi religiosi invasero il regno vandalo conquistandolo nell'anno 543 comprese le isole. Anche i Visigoti dominarono Eivissa ma fu una dominazione debole che non lasciò nessuna traccia tangibile nell'isola. Nonostante i frequenti cambi di dominatori non possiamo parlare di una Eivissa vandala, bizantina o visigota. Ufficialmente cattolica o ariana e tributaria della metropoli di turno. La dottrina islamica arrivò nelle pitiüses agli inizi del VIII secolo sottomettendole e rendendole sue tributarie, anche se solo nel 902 l'emiro Abd Allah le aggregò formalmente al califfato di Cordoba. Con questa annessione l'isola si trasformò in Inabissa e la città in Madina Inabissa, dipendendo amministrativamente da Maiurka (Mallorca) e quest'ultima da Cordoba. I mussulmani, a differenza degli antichi dominatori lasciarono un eredità tutt'ora esistente come molti toponimi,un complicato sistema di irrigazione (ses feixes) arrivato fino ai giorni nostri e anche l'eredità fisica. L'8 agosto 1235 arrivò la conquista catalana e la città venne divisa in parti uguali tra i suoi conquistatori Giullem de Montgrì e Pere de Portugal.. Iniziava così una nuova epoca con gente nuova, una religione nuova, nuove abitudini, una nuova lingua e nuovi ceti che ancora esistono. Dopo la conquista quasi tutti i fondatori islamici furono sostituiti da catalani. Un municipio eletto dagli stessi abitanti "universitat" li aiutò ad organizzarsi in eserciti popolari per difendersi dalle continue incursioni dei mori del sud del mediterraneo. La guerra di secessione degli inizi del XVIII secolo fra Castiglia e il regno di Argon e catalugna per la successione alla corona spagnola terminò con la vittoria Casigliana nel 1714. Dopo la resa, Eivissa fu occupata iniziando così una lunga repressione contro i beni e i simboli degli sconfitti. Le saline furono requisite, la Universitat fu trasformata in municipio con consiglieri nominati dal governo centrale e il dialetto e la cultura catalana subirono persecuzioni e proibizioni atti a spersonalizzare il popolo ibizenco tentando di annullarne la sua lingua, le abitudini e ricordi storici. L'Eivissa attuale ha sperimentato un boom turistico negli anni 60 trasformando la società isolana dalla testa ai piedi. Si è trasformata così da terra povera ad un attuale varietà di razze, cambiando un economia base in una di mercato e passando dalla precarietà all'abbondanza. Eivissa, dal fascino inimitabile, riserva un gran numero di angolini da visitare dove si può riposare lontano dal rumore o vivere una vita movimentata e allegra 24 ore al giorno.
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