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Il "Don Pedro", la nave della compagnia Iscomar che l'11 luglio 2007 affondò di fronte alle coste di Ibiza, rimarrà sommerso.
Questo perchè, secondo la commissione d’inchiesta, lasciarlo dove si trova ora è "la migliore tra le opzioni possibili." Così si è espresso Martín Fragueiro, che ha presentato la relazione conclusiva dell’inchiesta sull’affondamento del relitto.
Infatti, non esiste indicazione alcuna che il rischio di inquinamento giustifichi la rimozione del relitto. L'alternativa di rimuovere il relitto, ha detto Martin, sarebbe fonte di "rischi ambientali decisamente superiori rispetto a quelli che si corrono lasciando l’imbarcazione dov’è ora.
Lo stato dell’imbarcazione verrà monitorato periodicamente dalla Capitaneria Marittima di Ibiza.
Allo stesso tempo, verrà portato a termine un studio scientifico che durerà due – tre anni e che avrà lo scopo di monitorare nel continuo la qualità delle acque, l'ecosistema del fondo marino ed eventuali danni potenziali insorgenti e derivanti dalla presenza del relitto nel fondale ibizenco.
E’ stato infine assicurato dal responsabile della Marina Mercantile, Felipe Martínez, che non ci sarà alcun pericolo per la "navigazione" e che neppure pericolo di fughe del combustibile, "perché la quantità di benzina si trova in tubature di difficile accesso da parte dell’usura delle acque." Non c’è pericolo neppure di interazione con altri agenti inquinanti di tipo solido, assicurando in definitiva che il livello di rischio è molto"basso".
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